Partita IVA Forfettaria 2026: guida completa
Il regime forfettario è uno dei regimi fiscali più utilizzati da artigiani, professionisti e piccoli imprenditori che lavorano con Partita IVA.
Nel 2026 il regime forfettario continua a rappresentare una soluzione interessante per chi vuole mantenere una gestione fiscale relativamente semplice, ma prima di aprire una Partita IVA è fondamentale conoscere limiti, requisiti, tasse, contributi INPS e cause di esclusione.
In questa guida vediamo tutto quello che c'è da sapere sul regime forfettario 2026, con particolare attenzione alle attività artigiane ed edili.
Cos'è il regime forfettario?
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato destinato alle persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni.
La caratteristica principale è che il reddito non viene calcolato sottraendo dai ricavi tutte le spese realmente sostenute. Viene invece applicato un coefficiente di redditività stabilito in base al codice ATECO dell'attività.
Dal reddito così determinato possono essere sottratti i contributi previdenziali obbligatori versati. Sul risultato viene poi applicata l'imposta sostitutiva.
Qual è il limite di fatturato nel 2026?
Per rimanere nel regime forfettario bisogna rispettare il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi annui.
Il superamento della soglia deve essere valutato con attenzione:
- Fino a 85.000 €: è possibile rimanere nel regime forfettario, se sono rispettati anche gli altri requisiti.
- Oltre 85.000 € ma fino a 100.000 €: il regime cessa dall'anno successivo.
- Oltre 100.000 €: il regime cessa nello stesso anno e si applicano le regole fiscali previste per il regime ordinario.
Il limite di 85.000 euro rappresenta quindi uno dei parametri fondamentali da controllare durante l'anno.
Nel 2026 posso avere anche un lavoro dipendente?
Sì, ma bisogna verificare il reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell'anno precedente.
Per il 2026 è confermata la soglia di 35.000 euro. In linea generale, chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a questa cifra non può applicare il regime forfettario, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa.
La soglia è stata confermata anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio.
Quanto si paga di tasse con la Partita IVA forfettaria?
Una delle caratteristiche più conosciute del regime forfettario è l'imposta sostitutiva.
L'aliquota ordinaria è del:
15%
Per chi possiede tutti i requisiti previsti per le nuove attività può essere applicata un'aliquota ridotta del:
5%
L'aliquota del 5% può essere applicata per il periodo d'imposta in cui viene iniziata la nuova attività e per i successivi quattro periodi, quando sono rispettate le condizioni previste dalla legge.
Il 5% non spetta automaticamente a chi apre una nuova Partita IVA
Aprire una Partita IVA nel 2026 non significa automaticamente pagare il 5%.
Per beneficiare dell'aliquota ridotta devono essere rispettati specifici requisiti. Tra questi, in generale, non bisogna aver esercitato nei tre anni precedenti un'attività artistica, professionale o d'impresa e la nuova attività non deve rappresentare la semplice prosecuzione di una precedente attività lavorativa, salvo le eccezioni previste.
È quindi importante verificare la propria situazione prima di applicare l'aliquota del 5%.
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Il calcolo non viene effettuato semplicemente applicando il 15% al fatturato.
La procedura è:
- Si considerano i ricavi o compensi effettivamente percepiti.
- Si applica il coefficiente di redditività previsto dal proprio codice ATECO.
- Si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati.
- Sul reddito imponibile risultante si applica l'imposta sostitutiva del 15% oppure del 5%, quando spettante.
Qual è il coefficiente di redditività per un'impresa edile?
Questo è un aspetto particolarmente importante per chi lavora nel settore edile.
Per le attività appartenenti ai gruppi ATECO 41, 42 e 43, relativi alle costruzioni, il coefficiente di redditività previsto è pari all'86%.
Questo significa che, a titolo puramente esemplificativo, su 50.000 euro di ricavi:
50.000 € × 86% = 43.000 €
Il valore ottenuto rappresenta il reddito forfettario prima della sottrazione dei contributi previdenziali obbligatori versati.
Il coefficiente esatto deve comunque essere verificato in base al codice ATECO effettivamente utilizzato e all'attività svolta.
Nel forfettario posso scaricare le spese?
No, non nel modo tradizionale previsto dal regime ordinario.
Nel regime forfettario i costi effettivamente sostenuti per acquistare materiali, attrezzature, carburante, automezzi, affitto, telefono o altri beni e servizi non vengono generalmente dedotti singolarmente dal reddito.
Il sistema considera infatti una quota di costi attraverso il coefficiente di redditività.
Per questo motivo bisogna valutare attentamente la convenienza del forfettario quando l'attività presenta costi reali molto elevati.
Contributi INPS: quanto bisogna pagare?
Le tasse non sono l'unico costo della Partita IVA.
Chi svolge un'attività artigiana o commerciale può essere tenuto all'iscrizione alla relativa gestione INPS e al pagamento dei contributi previdenziali.
Nel 2026 l'INPS ha confermato anche la possibilità, per chi possiede i requisiti, di utilizzare il regime contributivo agevolato con riduzione del 35% previsto per gli artigiani e commercianti in regime forfettario.
L'agevolazione previdenziale è distinta dal regime fiscale e richiede il rispetto delle relative condizioni e procedure.
Partita IVA forfettaria e fattura elettronica
Il regime forfettario non significa essere esonerati dalla fatturazione elettronica.
Per le operazioni soggette all'obbligo è necessario utilizzare la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio.
È quindi importante organizzare correttamente la gestione delle fatture, degli incassi e della documentazione fiscale.
Il forfettario paga l'IVA?
In linea generale, il contribuente forfettario non addebita l'IVA in fattura e non applica il normale meccanismo di detrazione dell'IVA sugli acquisti.
Questo rappresenta uno dei principali elementi che distinguono il regime forfettario dal regime ordinario.
Quali sono i principali vantaggi?
- Imposta sostitutiva del 15%.
- Possibilità di applicare il 5% alle nuove attività quando sono rispettati i requisiti.
- Determinazione semplificata del reddito.
- Gestione fiscale generalmente più semplice rispetto al regime ordinario.
- Non si applica normalmente l'IVA sulle fatture emesse.
- Possibilità di usufruire, per gli artigiani e commercianti che ne hanno diritto, della riduzione contributiva del 35%.
Quali sono gli svantaggi?
- Le spese reali non vengono normalmente dedotte singolarmente.
- Non è possibile detrarre l'IVA sugli acquisti come nel regime ordinario.
- Il limite di 85.000 euro deve essere costantemente monitorato.
- La convenienza può diminuire per attività con costi molto elevati.
- Bisogna verificare attentamente le cause di esclusione.
Quando conviene davvero il regime forfettario?
Non esiste una risposta uguale per tutti.
Il regime può essere particolarmente interessante per chi ha costi relativamente contenuti, un fatturato entro i limiti previsti e un'attività con un coefficiente di redditività favorevole.
Al contrario, chi deve sostenere grandi spese per materiali, mezzi, attrezzature, personale o altri costi potrebbe dover confrontare attentamente il regime forfettario con il regime ordinario.
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Conclusioni
Il regime forfettario 2026 può essere una soluzione conveniente per molti lavoratori autonomi, artigiani e piccoli imprenditori, ma non deve essere scelto solamente perché prevede una tassazione del 15% o del 5%.
Prima di aprire o mantenere una Partita IVA è necessario considerare fatturato, codice ATECO, coefficiente di redditività, contributi INPS, costi effettivi e situazione personale.
Per una valutazione precisa della propria situazione fiscale e previdenziale è sempre consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un professionista abilitato.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informative e generali e non costituiscono consulenza fiscale o professionale.
